Percussionista poliedrico, Emanuele utilizza con maestria molti strumenti percussivi, in una costante ricerca creativa che lo porta a sperimentare il suono in tutte le sue sfumature. Inizia la sua carriera di darboukista studiando con il maestro Lorenzo Gasperoni, perfezionandosi con il maestro egiziano Abdallah Mohammed e con il maestro palestinese Walid Hussein. Suona dal tamburello calabrese, ai gong, al cajon (ritmiche flamenche che accompagnano la danza) oltre alla darabouka, al riqq, al bendir e al duff (o daff), utilizzandoli nelle ritmiche delle varie epoche e zone del mondo arabo.
Da diversi anni Emanuele collabora con Ester D'Argenio, Nel 2005 ha accompagnato gli spettacoli che Ester ha ideato, prodotto e realizzato per il Teatro Borsi di Prato:
la trilogia "Mondi che s'incontrano", Alto Egitto, il sacro e il profano", "L'Harem immaginato. Parole e danze" e "Alto Egitto e Sud Italia: danza, gestualità, magia al femminile" e ha tenuto cicli di lezioni sui vari stili della ritmica e della danza araba per le sue allieve di danza.
Ha collaborato con alcuni artisti al disegno coreografico di spettacoli teatrali, in cui letture, danze e improvvisazione musicale si fondevano insieme.
Emanuele lavora con diversi artisti e gruppi: con il cantante marocchino Aziz Riahi, nella piccola orchestra araba Al Balad; con il cantante Berbero-Algerino Arezki nel gruppo Arezkiensemble, che suona la musica della stessa regione di origine del cantante; con l'arpista Patrizia Borromeo nel gruppo di musica antica Perincantamento.
Propone corsi per adulti e bambini, di gruppo o individuali, sulla tecnica e le ritmiche della darbouka e dei tamburi a cornice arabi, strumenti antichissimi dalla ricchezza di tocchi e ritmi propri di zone diverse all'interno del mondo arabo, dal Maghreb al Golfo.